Mario Schiopetto Friulano “M” Doc Collio

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Per il secondo anno consecutivo il Mario Schiopetto Friulano M Doc Collio della Cantina Schiopetto è stato inserito nella classifica dei migliori 100 vini al mondo, con il punteggio di 98/100. Un riconoscimento che premia la qualità assoluta di questo grande bianco, che rappresenta la puntadella celebre cantina friulana, il cui fondatore Mario Schiopetto è riconosciuto tra i padri del rinascimento del vino italiano. Un vino che esce solo nelle grandi annate, quando le uve arrivano a maturazione perfettamente sane e con un corredo aromatico particolarmente intenso. È prodotto con friulano, impreziosito da una piccola percentuale di riesling renano.  Esprime un bouquet elegante, con ricchi aromi di frutta matura, accompagnato da un sorso armonioso e profondo, di grande persistenza gustativa. Un vero fuoriclasse!

 

Mario Schiopetto è stato giustamente considerato uno dei personaggi di maggior spicco nel panorama enologico italiano. È stato tra i primi a intraprendere un rigoroso percorso volto alla ricerca della qualità assoluta senza compromessi, consapevole che il terroir del Collio potesse stare alla pari con le più famose e blasonate regioni del vino del mondo. Grazie al suo impegno, il volto del vino italiano è cambiato e se oggi le nostre migliori etichette possono rivaleggiare senza timore con le migliori eccellenze sui mercati internazionali e anche merito del suo caparbio lavoro. Mario Schiopetto ha sempre creduto nelle potenzialità del Collio, una piccola regione situata all’ estremo confine nord orientale dell’Italia, incastonata tra i primi rilievi delle Alpi Giulie e il vicino litorale del Mar Adriatico. Il territorio è caratterizzato da dolci colline su cui si estendono circa 1.500 ettari di vigneti. Una regione in cui la vite ha trovato fin dall’antichità condizioni favorevoli al suo sviluppo. A nord le montagne proteggono i vigneti dalle correnti fredde e le miti brezze del mare Adriatico, contribuiscono ad addolcire il clima e a mantenere l’uva sempre asciutta e sana. I suoli sono composti dal famoso Flysch o “ponca” in friulano, una sedimentazione di arenarie e marne calcaree ricche di sostanze minerali. Un terreno povero e friabile, ricco di resti di fossili marini, che dona ai vini una caratteristica impronta minerale e sapida, che è la vera cifra stilistica del terroir.

Mario Schiopetto, figlio del titolare della storica osteria di Udine “Ai Pompieri”, ha ereditato dal padre la passione per il buon vino. Il suo percorso professionale è cominciato con una serie di viaggi attraverso le zone enologicamente più famose e importanti d’Europa. Il suo interesse si è soffermato soprattutto sulle più celebri regioni francesi, che da sempre rappresentano un modello enologico di riferimento e sulla zona della Mosella, dove si producono alcuni tra i bianchi più rinomanti e longevi al mondo. I suoi viaggi sono stati anche l’occasione per importanti incontri professionali e per approfondire la tecnica e i segreti della vinificazione e dell’affinamento dei grandi bianchi. L’opportunità di mettere in pratica quanto imparato all’estero, è arrivata nel 1965, quando ha preso in affitto un’azienda agricola a Capriva del Friuli, nel cuore del Collio Goriziano. È qui che ha messo in pratica il suo bagaglio di conoscenze per cercare di esaltare le qualità e le caratteristiche della terra e dei vitigni friulani. Il suo obiettivo è sempre stato quello di produrre vini eccellenti e longevi, che siano vera e sincera espressione della sua terra e della tradizione friulana.

friulano-m-schiopetto-2016Mario Schiopetto Friulano “M” Doc Collio
Il Mario Schiopetto Friulano M Doc Collio è il frutto di un assemblaggio di uve fatto in vigneto, come era consuetudine di piantare vigne promiscue di vitigni a bacca bianca e di vinificare tutte le uve in assemblaggio per fare un solo vino, espressione più del territorio, che di una singola varietà. Prodotto fondamentalmente con friulano a cui viene aggiunta una piccola percentuale di riesling renano. Il vitigno friulano rappresenta l’anima del vino e la tradizione del territorio. Non è altro che il vecchio tocai, nome che dopo la sentenza del 2005 della Corte di Giustizia Europea non può più essere più utilizzato per evitare possibili confusioni con il Tocaji ungherese. Il friulano o tocai, in realtà è un vitigno d’origine bordolese di nome sauvignonasse, ormai completamente abbandonato in Francia e arrivato in Italia nella seconda metà dell’800. Le vigne di friulano con cui si produce l’M sono state piantate dalla Curia di Gorizia nel lontano 1954, insieme ad alcuni filari di riesling, su un versante splendidamente esposto a mezzogiorno. I suoli sono composti da marne d’origine eocenica e le viti sono allevate a Guyot bilaterale, con una resa per ettaro inferiore ai 30 quintali. La vendemmia manuale si svolge verso l’inizio di settembre e dopo la pigiatura soffice, le uve sono avviate alla fermentazione in vasche d’acciaio a una temperatura di 16 °C. Il vino riposa in acciaio per 9 mesi e completa l’affinamento con 6 mesi in bottiglia. Nel calice si presenta con un colore giallo chiaro con brillanti riflessi dorati. All’olfatto esprime aromi di frutta gialla matura, note di pasticceria e sfumature di mandorla fresca. Al palato ha una buona struttura, con corpo denso d’aromi, ricchi e complessi, che si distendono armoniosi verso un finale lungo e sapido.

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