Collio Friulano DOC – Mario Schiopetto

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Il nome di Mario Schiopetto rappresenta la storia e la tradizione dei grandi vini del Collio. Le sue etichette riescono a coniugare finezza, con ricchezza e profondità aromatica. Il Collio Friulano è un grande vino del territorio, realizzato con il vitigno francese sauvignonasse, che è presente nelle terre friulane fin dall’800.  E’ il vino più tipico e diffuso in Friuli, da sempre apprezzato per la sua immediata piacevolezza di beva, il suo naturale equilibrio, la sua armonia gustativa. Il frutto maturo, l‘acidità mai eccessiva, il finale salino, spesso accompagnato da una delicata sfumatura di mandorla, ne fanno un bianco molto duttile negli abbinamenti a tavola. Provatelo con il prosciutto di San Daniele.

Il Collio è una mezzaluna all’estremo confine nord orientale dell’Italia, incastonata tra  la Slovenia, le Alpi Giulie e non lontana dal mare Adriatico.  Il territorio è caratterizzato da dolci rilievi, su cui si estendono circa 1.500 ettari di vigneti. Una regione in cui la vite ha trovato fin dall’antichità condizioni favorevoli al suo sviluppo. A nord le montagne proteggono la fascia collinare dalle correnti fredde e le miti brezze che spirano dal mare Adriatico, contribuiscono a mantenere l’uva sempre asciutta e sana. I suoli sono composti da marne di calcare e arenarie di origine eocenica, che in Friuli prendono il nome di ponca. Un terreno povero e friabile, ricco di resti di fossili marini, che dona ai vini quella caratteristica impronta minerale e sapida, che li rende unici.

Mario Schiopetto, figlio del titolare della storica osteria di Udine, “Ai Pompieri”, ha ereditato dal padre la grande passione per il buon vino. Il suo percorso professionale comincia con una serie di viaggi attraverso le zone enologicamente più famose e importanti d’Europa. Il suo interesse si sofferma soprattutto sulle regioni francesi, che da sempre rappresentano un modello per chi vuole occuparsi di vino e sulle più rinomate aziende della Germania, che nella zona della Mosella producono alcuni tra i bianchi più rinomanti al mondo. E’ in questo periodo che comincia a prendere forma la sua idea di vino, nel segno della finezza e dell’eleganza. I viaggi sono anche l’occasione per apprendere la tecnica e i segreti delle pratiche e del lavoro in cantina, un aspetto determinante per produrre grandi bianchi. L’opportunità di mettere in pratica quanto imparato all’estero arriva nel 1965, quando prende in affitto un’azienda agricola a Capriva del Friuli, nel cuore del Collio Goriziano. L’approccio con la nuova attività è stato umile e pragmatico. Prima di tutto ha cercato di adattare quanto appreso all’estero al terroir friulano. La natura, la tradizione, la terra, il clima sono stati i punti di riferimento, con cui cercare di entrare in armonia e in simbiosi. Da subito nasce il desiderio di realizzare vini che parlino di quel territorio, che ne siano l’espressione più schietta, diretta e sincera. Etichette di alta qualità, radicate nella storia e nelle caratteristiche di quel lembo di terra friulana. Non a caso i suoi vini riprendono gli uvaggi classici del Collio, o propongono in  purezza vitigni autoctoni friulani o vitigni internazionali da sempre coltivati in quest’area. Mario Schiopetto, oltre alla storica tenuta di Capriva, oggi gestisce diversi cru a Zegla, Pradis e Oleis, tutte zone tra le più vocate della regione.

friulano-collio-doc-2016Collio Friulano DOCMario Schiopetto
Il Friulano è il vino bianco più tipico del Collio, quello storicamente più radicato in queste terre. Si tratta del vecchio Tocai, nome che dopo la sentenza del 2005 della Corte di Giustizia Europea non può più essere più utilizzato per evitare possibili confusioni con il Tocaji ungherese, prodotto con il vitigno furmint. In realtà il vitigno che oggi chiamiamo friulano è un antico vitigno francese originario della regione di Bordeaux, che si chiama sauvignonasse. In patria è stato completamente abbandonato in favore del sauvignon blanc, mentre in Italia è arrivato verso la fine dell’800 e ha trovato in Friuli la terra ideale per esprimersi su alti livelli qualitativi. Oltre che in Collio, è sopravvissuto nella vicina Goriska Brda e in Cile, dove spesso è chiamato con il nome di sauvignon vert. Le vigne sono coltivate nella splendida zona collinare di Capriva, una tenuta di 18 ettari dove oltre al friulano si coltivano pinot bianco, malvasia, sauvignon blanc, pinot grigio e ribolla gialla. Le belle esposizioni soleggiate, il clima mite e ventilato e i terreni vocati, garantiscono le migliori condizioni per ottenere uve di altissima qualità. Dopo la raccolta manuale, si procede alla pressatura soffice delle uve, a cui segue un breve periodo di decantazione del mosto senza aggiunta di solforosa. La fermentazione avviene in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata. Il vino si affina in acciaio sui propri lieviti per circa 8 mesi prima d’essere imbottigliato. Il colore è giallo paglierino intenso, con leggeri riflessi verdolini. Il profilo olfattivo esprime delicati profumi floreali, aromi di pera, frutta bianca, albicocca e sfumature di mandorla fresca. Al palato ha un buon corpo, con frutto maturo e ricco, ben bilanciato da un sorso dinamico, fresco e sapido.

 

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