Aglianico del Vulture DOC La Firma – Cantine del Notaio

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L’Aglianico del Vulture La Firma nasce nel cuore verde della Basilicata, sulle pendici dell’antico vulcano spento del Vulture. I terreni ricchi di sostanze minerali, il clima fresco e un vitigno dalle qualità straordinarie come l’aglianico, sono gli elementi che concorrono a creare a un’etichetta di grande prestigio. Un vino potente, complesso, austero, armonioso e di grande longevità. Sicuramente una delle migliori eccellenze della zona del Vulture, che insieme a Taurasi in Campania, rappresenta l’area più vocata in assoluto per un vitigno nobile e antico come l’aglianico.

La tradizione della Basilicata nel campo della viticoltura ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Il suo territorio fa parte dell’antica Enotria, una regione che comprendeva, oltre all’attuale Basilicata, buona parte della Calabria e della Campania. Gli Enotri, molto probabilmente popolazioni di stirpe ellenica, furono tra i primi a colonizzare le regioni del Sud Italia, fin dal lontano XI secolo a.C. Proprio dal loro famoso Re Italo deriva il nome della nostra penisola.

In queste terre la vite ha trovato da sempre un habitat naturale, in particolare sulle pendici del vulcano spento del Vulture. Un massiccio di grandi dimensioni, che ha esaurito la sua attività eruttiva circa 130mila anni fa e che oggi ospita nel vecchio cratere i due laghi di Monticchio. I terreni del Vulture sono fondamentalmente di natura vulcanica, con composizione piuttosto eterogenea, ma tutti ricchi di minerali.  Poggiano su uno strato poroso di tufo, che durante i periodi di siccità funge da preziosa riserva d’acqua. Il clima è continentale, con inverni freddi e forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. In questa particolare situazione pedoclimatica, l’aglianico ha trovato le condizioni ideali per esprimersi su livelli di altissima qualità. Il clima fresco favorisce una lenta e perfetta maturazione delle uve di un vitigno tardivo come l’aglianico, che per solito si vendemmia nella prima metà di novembre.

L’azienda Cantine del Notaio nasce dall’antica passione per la viticoltura della famiglia Giuratrabocchetti, una tradizione che è stata tramanda di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Alla guida dell’Azienda c’è Gerardo Giuratrabocchetti, che dopo la laurea in Scienze Agrarie, decide di dare un nuovo impulso alla valorizzazione dell’Aglianico del Vulture, con l’intento di elevarlo a grande e prestigioso vino del Sud. Con la collaborazione del Professor Luigi Moio, ordinario di Enologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Gerardo Giuratrabocchetti approfondisce la ricerca sulle potenzialità enologiche di questo vitigno, unendo tradizione, innovazione, storia e cultura del territorio.

Un lavoro lungo e accurato, che porta come risultato finale un vino potente, generoso, capace di regalare etichette di grande eleganza e personalità.

I vigneti della tenuta di Cantine del Notaio si estendono su 26 ettari di proprietà, distribuiti in varie parcelle nelle contrade più vocate dell’area del Vulture: Rionero, Barile, Ripacandida, Maschito e Ginestra, con presenza di antiche vigne ultracentenarie, che rappresentano un patrimonio di straordinaria ricchezza.

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La Firma è l’etichetta di punta di Cantine del Notaio, quella che meglio rappresenta l’eccellenza dell’Aglianico del Vulture nella sua massima espressione territoriale. Dopo la vendemmia manuale in cassetta, che di solito avviene entro la prima decade di novembre, si procede alla fermentazione con macerazione sulle bucce della durata di circa 20 giorni.

Il vino matura poi all’interno di antiche grotte naturali scavate nel di tufo, in carati o tonneaux di rovere francese. Il periodo d’invecchiamento in legno dura almeno 12 mesi a cui fanno seguito 12 mesi d’affinamento in bottiglia. L’Aglianico del Vulture La Firma ha un colore rosso rubino intenso con riflessi purpurei. Il profilo olfattivo è ricco e sfaccettato con profumi di piccoli frutti a bacca scura, ribes, more, mirtillo, note terziarie di liquirizia, carrube, delicate e morbide spezie. Al palato ha struttura e corpo importanti, con trama tannica evoluta, aromi complessi ed eleganti sentori balsamici. Il finale è lungo e persistente. Un vino di grande longevità, che raggiunge la  piena maturità espressiva solo dopo diversi anni d’affinamento in bottiglia. E’ un vino che a tavola trova i migliori abbinamenti con carni rosse brasate o con la selvaggina.

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